Confabulazioni e allucinazioni delle macchine del linguaggio

Confabulazioni e allucinazioni delle macchine del linguaggio

Sull’ultimo numero di Giugno 2026 del NEJM AI ho pubblicato una lettera dal titolo Borrowing Carefully: The Words We Choose for AI Errors Shape Clinical Trust. In estrema sintesi, la tesi che sostengo è questa: quando un modello linguistico produce un’informazione falsa, non solo non sta in senso stretto “allucinando”, ma anzi il termine è molto fuorviante. Dal momento che in sanità le parole con cui descriviamo gli errori influenzano il modo in cui medici e pazienti si fidano del sistema, vale la pena di approfondire la questione. La rivista, per ragioni di spazio, ha pubblicato una versione ridotta del testo che avevo proposto, perciò riprendo qui l’argomento per intero, in forma più distesa.

L’illusione epistemica dei modelli di Intelligenza Artificiale Generativa

L’illusione epistemica dei modelli di Intelligenza Artificiale Generativa

Quando si chiede a un modello linguistico di spiegare una procedura clinica, di valutare una sentenza, di ricostruire un argomento filosofico, o in genere di esprimere un giudizio su qualunque questione, la risposta ha quasi sempre una forma ben riconoscibile: presenta una tesi, introduce distinzioni, articola passaggi causali, conclude. La superficie del testo è quella del ragionamento competente, anche se in realtà esiste una discrepanza fra il processo generativo dei sistemi LLM e l’apparenza del loro output.

Intelligenza umana e LLM: una simmetria fittizia

Intelligenza senza spiegazione, spiegazione senza intelligenza

Sul numero del 2 febbraio 2026 di Nature, Eddy Keming Chen, Mikhail Belkin, Leon Bergen e David Danks (tutti della University of California, San Diego) hanno firmato un Comment dal titolo “Does AI already have human-level intelligence? The evidence is clear“. Secondo gli autori, la visione di un’intelligenza artificiale paragonabile a quella umana, formulata da Turing nel 1950, sarebbe ormai una realtà, e a riconoscerlo basterebbe uno sguardo libero da timore e da entusiasmo.

Psicopolitica e quantificazione del sè

Psicopolitica e quantificazione del sè

Nel testo Psicopolitica (Han, 2016), Byung-Chul Han dipinge un quadro del neoliberismo come una politica incentrata sul controllo mentale che, invece di reprimerci, fa leva su libertà, desideri ed emozioni per spingerci all’auto-sfruttamento. Al tempo stesso, cerca di delineare possibili…
Un farmaco per l’intelligenza

Un farmaco per l’intelligenza

“[…] la scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché, fidandosi della scrittura, si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da se medesimi…